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Indice argomenti > Tradizioni > Il Presepe
Il Presepe

Dopo le polemiche dell’ultimo 25 dicembre, Presepe o Albero, ai componenti della nostra Redazione è venuta l’idea di controllare “sul campo” ciò che tanto spazio aveva avuto nel mondo politico e dei media.
Sia i politici che i giornali spesso parlano e scrivono a nome dei cittadini, ma i cittadini effettivamente cosa pensano? e soprattutto cosa vogliono realmente senza “interpreti”?
E’ così nata una mini-inchiesta che ha confermato, ancora una volta, che gli italiano non seguono sempre le mode a tutti i costi ma sono rispettosi delle tradizioni e molto geniali. E’ emerso quindi che in molte case si addobba l’albero, spesso insieme al presepe, ma in tutte c’è sempre il presepe anche in dimensioni simboliche.
Abbiamo quindi intervistato il Cav. Domenico SALIS il quale ci ha raccontato:

“Sono nato a Tresnuraghes, paesino di 2000 abitanti tra Alghero e Oristano, quinto di sette fratelli. Fin da piccolo ho dimostrato grande capacità di apprendimento e doti di intraprendenza.
La famiglia era, quindi, piuttosto numerosa e quando ero piccolo in casa mia non si facevano né il presepe nè l'albero, non per mancanza di fede, ma per evitare spese non indispensabili.
In compenso, poiché in chiesa il presepe si faceva, ogniqualvolta avevo occasione di uscire per i motivi più vari che io stesso creavo, passavo immancabilmente a rimirarlo soffermandomi in maniera particolare su un pastorello che, dietro l'immissione di una moneta nell'apposita cassetta delle offerte, cominciava a muoversi al suono di "Tu scendi dalle stelle”.
A 9 anni grazie al Padrino di Prima Comunione, allora Direttore del locale Ufficio Postale, iniziai a frequentare gli uffici imparando a trasmettere e ricevere i telegrammi con l’alfabeto MORSE, rimanendovi fino ai 14 anni.
Dai 14 ai 16 anni ho prestato servizio presso il Comune di Trasnuraghes che, poi, lasciai per andare a lavorare nella sala cinematografica di nuova istituzione.
Durante i primi tre mesi del mio servizio militare come volontario in Marina, passai per Roma e qui, stregato dalla magnificenza della Città Eterna, decisi di trasferirmici definitivamente.
Cominciai a lavorare in una tipografia commerciale e poi, dopo due anni, fui assunto presso il quotidiano “Il Tempo”.
La visione del pastorello che si muoveva al ritmo di “Tu scendi dalle stelle” mi ha accompagnato lungamente nella vita finchè, negli anni sessanta, avutene le possibilità, ho deciso di tuffarmi nell'avventura di costruirmi un presepe e tanto grande era stato il mio sogno, tanto più grande doveva essere lo spazio da riservare alla sua realizzazione. Ho, pertanto, destinato alla costruzione dei presepe una superficie di mt. 4x2 nel patio della mia casa.
In quanto sardo mi sono procurato la corteccia di sughero nella mia terra natia per la realizzazione delle montagne; ho acquistato i pastori ed i vari personaggi ed animali in negozi di Roma ma soprattutto in quelli di San Gregorio Armeno, a Napoli, dove ho reperito statuine nelle misure a me necessarie dai 3 fino ai 25 cm.
Ho personalmente costruito le abitazioni, sia case, che castelli e ville, ponendo grande attenzione ai minimi particolari quali i lettini nelle camere da letto, il camino acceso nelle cucine arredate con tavoli e sedie occupate dai personaggi della casa, nonchè cesti di frutta, salumi appesi alle porte d'ingresso e, vicino alle barche sul lago, le reti con i pesci.
Utilizzo materiali di varia consistenza, dal sughero in corteccia e fogli al compensato, dalla stoffa per la riproduzione del cielo stellato alla sabbia per il deserto, il muschio per i prati e l'acqua per le cascate, il fiume ed il laghetto.
Ogni anno apporto piccole modifiche, alternando la presenza di ville romane - c'è anche il soldato Romano incaricato del censimento - con le piramidi o con il quartiere arabo.
Molti sono i particolari degni di menzione quali, ad esempio, l'acqua proveniente dalle montagne che scorre fino all'acquedotto romano per rifornire le ville romane, il paesaggio arabo con lo svettante minareto esagonale, così concepito all'epoca come da ricerche effettuate; le oasi nel deserto con piante bonsai vere di olivi, palme e tante piante grasse.
Nel ricordo del pastorello della chiesa di Tresnuraghes ho immesso nel presepe più personaggi in movimento quali la donna che stende i panni, l'arrotino, il fabbro, il ciabattino, l'asinello che gira la mola per la macinazione del grano, il mulino a vento e, nelle oasi, un uomo che tira su l'acqua dal pozzo.
Per montare la mia opera impiego non meno di due mesi iniziando da ottobre con obiettivo 8 dicembre per il suo completamento. Solo la predisposizione elettrica per l'accensione di circa 600 lampadine, il collegamento degli interruttori ai singoli motori dei personaggi, le pompe per l'acqua delle fontane, dell'acquedotto, delle cascate e per lo scorrimento del fiume richiede circa un ventina di giorni.
Tutto ciò da realizzarsi con la massima attenzione e perizia perché basterebbe poco per provocare un corto circuito e vanificare tutto il lavoro svolto.
Oggi il mio presepe, arricchitosi anno in anno, conta un migliaio di personaggi tra cui una Madonna incinta a cavallo del somaro e presente fino al 24 dicembre poco prima di mezzanotte quando corredo la capanna con la "Natività" completa (Madonna e S. Giuseppe con vestiti di stoffa e Gesù Bambino nella culla).
Lo smontaggio richiede più o meno lo stesso tempo dovendo provvedere alla catalogazione del materiale e relativo imballaggio in pacchi numerati conservati in “rimessaggi" diversamente dislocati.
Spesso collabora con me qualche amico di passaggio ma l'impresa è troppo ardua per poter contare su una presenza più assidua.
II mio presepe ha partecipato, fra gli altri, ai concorsi "II presepe più bello” indetti dalla Pro Loco di Ladispoli ottenendo sempre la premiazione quale vincitore tra una cinquantina di concorrenti. Dall'anno scorso ho deciso di non prenderne più parte per lasciare spazio ad altri autori, ugualmente bravi e creativi.
II materiale deteriorabile, quale muschio; letto del fiume realizzato con cemento ed isolanti viene eliminato perché non più utilizzabile.
Sono ormai un po' stanco, l'impegno è gravoso tanto più perchè sono un perfezionista e non mi accontento di un risultato che non soddisfi le mie aspettative. Ho esaminato l'eventualità di disfarmene ma mi occorre del tempo e molto coraggio per abituarmi all'idea di una separazione da una "opera" che ho creato con tanto amore, tanta passione e dedizione.
Mi rimarrà, comunque, un micropresepe realizzato sulla roccia di un bonsai dove ho costruito delle miniabitazioni, minicastelli e la minigrotta per ospitare una mininatività.... il tutto fornito di una illuminazione completa.

Domenico Salis è stato insignito nel 1995, dal Presidente Scalfaro, dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
E’ dotato di grande manualità e capacità organizzative e decisionali.
Tra gli hobbyes pratica con entusiasmo e soddisfazione sci, pesca subacquea e gioca molto bene a Bridge.

 
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